L'Hockey a Monfalcone (1942/1985)

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Monfalcone e l'hockey su prato

A Monfalcone, l’hockey su prato fu scoperto per gioco da un gruppo di ragazzi dai 12 ai 14 anni nel 1943, circa vent’anni dopo che l’hockey rotelle aveva fatto la sua prima comparsa sulla pista del Cantiere. I cugini Silvio e Ugo Policardi, Scomersi, Sorice, Varisco, Verzegnassi, Vianello e Tirone, iniziarono a cimentarsi in quella disciplina di cui avevano appreso le regole leggendo un volumetto illustrativo di proprietà di Olimpo Policardi, capitano della squadra di hockey a rotelle di Pola che vinse nel 1922 la prima edizione del campionato italiano. Quei ragazzi usavano bastoni di fortuna, ricavati per lo più da rami d’albero o da ritagli di quel particolare compensato con cui il reparto aeronautica del Cantiere costruiva i velivoli da guerra “Cant 1007”; i primi “campi” su cui essi si dilettarono a rincorrere e colpire la pallina furono il terrazzo e il giardino di casa Tirone, in via Garibaldi. Nella primavera dell’anno seguente altri ragazzi si aggiunsero al gruppo iniziale, esercitandosi tutti insieme sul campo di calcio dell’Audax in “Crociera” o sui campi di tennis della società di via Cosulich. Come accadde anche per altri sport, un contributo decisivo per la diffusione dell’hockey su prato a Monfalcone lo diedero le truppe alleate d’occupazione (in questo caso soprattutto inglesi e neozelandesi) ), che nel 1945 fecero successivamente sistemare in città due campi da gioco, il primo in via dei Lussini, lungo il muro di cinta del cimitero vecchio e il secondo in via Cosulich, di fronte all’Albergo impegati. Furono subito molti i giovani che chiesero di poter praticare questo nuovo sport e il Comando alleato di stanza a Duino li agevolò sia nel reperire la necessaria attrezzatura (guanti, palline, bastoni e per i portieri maschere e paramenti) che nel formare una vera squadra all’interno del CRA CRDA.

image001 La Formazione della POM nel 1956-57: l’arbitro cervignanese Nalesini e il fiduciario FIHP Alessandro Malutta, Antoniali, Giorgeri, Pascutti, Milocco, Moimas, Landro, il capitano Verzegnassi, il dirigente Siardi; l’arbitro triestino Mari, D’Agostini, Claudio Malutta, Rocco, Martini, Canciani, Balestrieri. L’allenatore era Olimpo Policardi

Sotto la direzione di Renato Galessi (fiduciario provinciale della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio, oltre che responsabile della relativa sezione cantierina) e con Olimpo Policardi quale allenatore, questi furono i primi monfalconesi a praticare ufficialmente l’hockey su prato: Genussi, Persoglia, Pilotti, Silvio Policardi, Scomersi, Siminitti, Sorice, Tirone, Vallini, Varisco, Verzegnassi e Vianello. A questi si aggiunsero successivamente Andretti, Bellisario, Benussi, Corbatto, Devescovi, Marchese, Ugo Policardi, Svara, Valenti, Brumat, Carpenetti, Larice, Masseroto, Pin, Soranzio, Tonelli e Vesnaver. Nella primavera del 1946 il CRDA fece il suo esordio agonistico con una doppia sfida contro l’US Triestina, soccombendo in entrambi gli incontri (0-3 e 1-3). Ciò non scoraggio il “clan” monfalconese che nella stagione 1947-48 (dopo congrua preparazione) venne addirittura ammesso al Campionato Nazionale di Serie B, in cui si classificò al secondo posto alle spalle dell’ Itala di Trieste dopo una tiratissima partita di spareggio svoltasi sul campo neutro di Gradisca d’Isonzo. Isontini e giuliani presero quindi parte al torneo quadrangolare di Pontedecimo (Genova), nel quale entrambe conquistarono la promozione in serie A. A questo primo colpo di scena se ne aggiunse però subito un altro meno lieto: all’inizio del 1948-49 il CRDA fu costretto a rinunciare alla massima categoria nazionale per mancanza di fondi e la squadra si sciolse. Devescovi, Bellissrio, Corbatto, Soranzio e Tonelli passarono nelle file dell’Itala, mentre Scomersi, Varisco e Vianello si trasferirono nell’altra squadra triestina dell’Hockey Club. Questi ultimi tre furono inseriti all’inizio del ’48 nella lista dei probabili olimpici in vista dei Giochi di Londra, venendo anche convocati a Bologna dalla FIHP per le prove selettive, ma in seguito l’Italia rinunciò a iscrivere la squadra di hockey su prato alle Olimpiadi d’oltre manica per le scarse possibilità di ben figurare. Dopo quella breve quanto entusiasmante stagione il nostro hockey su prato si concesse una pausa di otto anni, prima di fare la sua ricomparsa nel luglio del 1956 all’interno della Polisportiva Oratorio San Michele (P.O.M.) del Presidente don Pino Deluisa, del caposezione Igino Codiglia, del dirigente accompagnatore Giuseppe Siardi e dll’allenatore Olimpo Policardi. Già nell’aprile del 1957, nel corso della loro prima stagione agonistica, gli oratoriani Verzegnassi (capitano), Andriani, Antoniali, Ballistreri, Canciani, D’Agostinis, Giorgeri, Hermann, Landro, Claudio Leghissa, Claudio Malutta, Martini, Milocco, Moimas, Pascutti, Tricarico, Vesnaver e Zulini conquistarono il diritto a disputare il girone di qualificazione alla serie A assieme all’US Triestina, Itala e CUS Trieste. A quel tempo, nelle file dei fortissimi alabardati militavano ben quattro giocatori monfalconesi: Caruso (capocannoniere del girone), i fratelli Devescovi e Rocco; la POM riuscì in quel frangente a piazzarsi alle spalle della Triestina, qualificandosi per i quarti di finale, in cui si sbarazzò del CUS Padova battendolo 2-1 in trasferta e pareggiando 0-0 in casa. Purtroppo nelle semifinali incappò nuovamente nella Triestina e dopo l’ 1-1 interno dovette subire lo 0-3 esterno. Alle spalle della prima squadra era nel frattempo cresciuta una competitiva formazione juniores, partecipante al Campionato regionale di categoria e formata dai vari Anastasio, Cigni, i fratelli Leghissa, Flavio Malutta, Minocci, Pellegrin, Pin II, Tondo, Venier e Zorzin. Dopo averli visionati nella nostra città in settembre, nel novembre del 1957 il più volte campione olimpionico Rex Norris, allenatore della nazionale italiana, convocò diversi seniores e juniores monfalconesi in rappresentative di interesse nazionale: a Macerata, con i colori del Friuli-Venezia Giulia Aurelio Verzegnassi (POM) e Dario Devescovi (Triestina) parteciparono alle selezioni per la squadra maggiore, mantre a Bologna per quella giovanile vengono chiamati Flavio Malutta, Moimas, Pascutti (POM) e Caruso (Triestina). Con il rientro di Caruso, dei Devescovi e di Rocco da Trieste, nel 1957-58 la POM potè finalmente schierarsi con giustificate ambizioni al via delle qualificazioni regionali del Campionato di Serie A, guidati in qualità di giocatore allenatore da Dario Devescovi; ma i biancoverdi monfalconesi, piazzatisi al primo posto del girone eliminatorio, si arrestarono già nei quarti di finale, venendo superati a Bologna dal CUS Ferrara per 1-0. Anche gli juniores non diedero il meglio, piazzandosi al terzo posto in regione. Comunque, nella prima metà di luglio il Commissario tecnico Norris, convocò nella Capitale il centravanti Vincenzo “Enzo” Caruso in un concentramento di probalibili Olimpici (Roma 1960), mentre due settimane dopo la medeima soddisfazione toccò al terzino 

POM2 La Formazione della POM che nel 1962 conquistò il settimo posto in Serie A: Caruso, Rocco, Dario Devescovi, Leghissa I, Verzegnassi, Pellegrini;Caggiano I, Caggiano II, Pascutti, Moimas, Flavio Malutta

Sergio Moimas, al quale le autorità militari concessero di lasciare La Spezia per presentarsi all’appuntamento fissato allo Stadio dei Marmi. Purtoppo il futuro azzurro dei due monfalconesi fu compromesso dai loro improrogabili impegni di studio prima e di lavoro poi, per cui dovettero rinunciare sucessive convocazioni e soprattutto alle prestigiose Olimpiadi romane. Nella stagione 1958-59, dopo aver organizzato e vinto la prima edizione del torneo regionale dedicato alla memoria di Guido Galessi, azzurro e pluricampione d’Italia di pattinaggio corsa, alla POM sfugge ancora una volta la qualificazione al girone finale della Serie A.  

image003 Flavio Malutta A Novara nel 1963 quando vestì la maglia azzura della Nazionale giovanile nell’incontro Italia – Francia Nel 1959-60, gli oratoriani vincono la prima volta il torneo regionale “Giorgio Brosch”, avendo finalmente ragione delle formazioni triestine grazie alla gran vena del goleador Caruso, nel “Guido Galessi” devono cedere il passo alla Polisportiva Trieste. Ancora amaro il cammino in campionato, dove la prima squadra viene esclusa dalle finali dalla stessa Polisortiva Trieste (per miglior quoziente reti) e la formazione juniores termina all’ultimo posto della graduatoria regionale. Le cose cambiarono nel torneo 1960-61, in cui i monfalconesi misero in fila Cus Ferrara, Polisportiva Trieste e HP Rovigo, approdando alle semifinali nazionali con HC Genova, Cus Trieste e Philco Novara. Sul campo genovese di Sampierdarena, la POM cedette la qualificazione alla squadra padrone di casa, appaiandola in testa alla classifica ma accusando il minimo scarto nella differenza reti. La delusione fu parzialmente sanata dalla convocazione nella Nazionale Juniores, in occasione del Torneo Internazionale di Rapallo di Claudio Leghissa, Flavio Malutta, Giovanni Pellegrini e Sergio Pin, alla quale però solo il primo fu in grado di rispondere (per gli altri c’era di mezzo lo studio). La Commissione tecnica arbitrale della FIHP premiò in quella stagione la POM con il trofeo “Mario Zavatto”, quale società più disciplinata della serie A di hockey su prato; inoltre la federazione nominò Igino Codiglia fiduciario provinciale. Nel 1961-62 la POM potè schierare nelle sue file i fratelli Roberto (centravanti) e Giancarlo Caggiano (portiere), provenienti dalla disciolta Fiamma Gorizia. La formazione oratoriana fu ammessa a uno dei due gironi (di sei squadre ciascuno) in cui fù strutturata la Serie A, assieme a CG Macerata, CUS Bologna, VVUU Roma, MDA Roma e CUS Padova. I monfalconesi di piazzarono al settimo posto assoluto. La stagione sucessiva (1962-63) la POM inclusa nel girone A con HC Genova, Philco Novara, US Triestina, MDA Roma e CUS Torino, ottenendo nuovaente al termine il settimo posto. Quel periodo fu particolarmente favorevole al clan oratoriano, che rivinse il Torneo “Giorgio Brosch” e vide il portiere Gianfranco Caggiano e il terzino Flavio Malutta giocare nelle file della nazionale giovanile a Novara contro i coetanei francesi. Il 1963-64 fu la stagione dell’addio dell’hockey prato oratoriano e monfalconese dalla massima scena nazionale. La POM si ritirò a metà campionato per mancanza di fondi necessari a proseguire l’attività e in seguito a ciò la sezione si sciolse. A parziale consolazione per tale dolorosa rinuncia venne la convocazione di Giancarlo Caggiano nella Nazionale maggiore, con cui il portiere partecipò alla lunga tourneè che gli azzurri disputarono in Cecoslovacchia, Polonia e Spagna. L’hockey su prato fece la sua ricomparsa nel 1976 su iniziativa del Cav. Romano Colonna, che allestì nela nostra città una sezione giovanile del CUS Trieste. Venuto meno il contato con il sodalizio giuliano, nel 1984 Colonna e altri appassionati decisero di riformare all’ombra della Rocca una società tutta cittadina. Nacque così l’ ASHP FALCO Monfalcone, presieduto da Fiorenzo Capurso, che partecipò con i suoi 34 giovani tesserati ai campionati Juniores, Ragazzi e Allievi. Nel 1985-86, alle formazioni giovanili si aggiunse una Seniores, che si iscrisse al campionato di Serie B. Alla sua prima esperienza il club biancoverde di destreggiò con onore in mezzo alle più esperte concorrenti del girone (tutte triestine), ma al termine della stagione, dopo soli due anni di attività anche L’ ashp falco, dovette cedere di fronte alle insormontabili difficoltà sorte in campo finanziario e organizzativo. Si dimisero in rapida succcessione il Presidente Capurso e l’allenatore Malutta, polemici per le scrse agevolazioni ottenute dalla società per la frequente indisponibilità del campo sportivo Comunale; dopo l’ulteriore “forfait” di Colonna la società si sciolse, per essere ricostituita nel 1997 con il nome di SS FALCO da un’ idea del triestino Cav.Giordano Visaggio (con Colonna presidente onorario) con l’apporto degli ex giocatori di dieci anni prima Paolo Pacor, Michele Azzarone, Gianni Comandini, Dario Franzot, Michele Zanolla, Paronitti, Sandro Pierdomenico, Roberto Valentinuzzi, dei goriziani Alessandro e Renato Persolja, Michele Tuni, Adriano e Maurizio Lorenzoni. Nel 1999, la SS FALCO ha cessato di esistere per confluire nella nuova sezione hockey prato dell’AR Fincantieri con Paolo Pacor quale caposezione.


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